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Fondazione Teatro della Fortuna |
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in
collaborazione con AMAT
Associazione Marchigiana
Attività Teatrali
Teatro
della Fortuna Stagione
Teatrale ‘07/’08 Calendario Commedie
e Classici venerdì
16, sabato 17, domenica 18 novembre 2007 MARGARITA
E IL GALLO giovedì
20, venerdì 21, sabato 22 dicembre 2007 I
Giganti della montagna martedì
12, mercoledì 13, giovedì 14 febbraio 2008 Le
lacrime amare di petra von kant lunedì
17, martedì 18, mercoledì 19 marzo 2008 I
due gemelli veneziani venerdì
11, sabato 12, domenica 13 aprile 2008 smetti
di piangere, penelope! TeatrOltre
mercoledì
2 aprile 2008 X
(ics) – Racconti crudeli della giovinezza venerdì
18 aprile 2008 Le cinque rose di jennifer venerdì
16 maggio 2008 HISTOIRE DU SOLDAT
Danza venerdì 30 novembre 2007 carmina
burana venerdì 22 febbraio 2008 Sonate
Bach venerdì 7 marzo 2008 bolero
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Commedie e Classici |
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| Commedie e Classici | venerdì 16, sabato 17, domenica 18 novembre 2007 | ||||
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Gianfelice
Imparato e Maria
Amelia Monti |
Teatro
Stabile di Firenze Margarita
e il gallo di
Edoardo Erba con
Maria Amelia Monti e Gianfelice Imparato regia
Ugo
Chiti Una commedia brillante, ultimo lavoro di Edoardo Erba,
autore fra i più interessanti e geniali del nostro panorama teatrale,
messa in scena dal toscano Ugo Chiti, altro nostro drammaturgo di
pregevole caratura - vincitore dell’edizione 2007 del Premio Riccione
per il teatro -, sapientemente costruita sugli stilemi della commedia
rinascimentale che ricorda molto la Mandragola di Machiavelli. Protagonisti
Maria Amelia Monti e Gianfelice Imparato, due bravi e spassosi attori
perfettamente calati nei ruoli di questa commedia degli equivoci
che contiene in sé gli ingredienti più saporiti, abilmente mescolati,
della commediografia cinquecentesca. Nella
vicenda, ambientata nel Cinquecento, lui è uno stampatore fiorentino
che per diventare tipografo di corte assicura al voglioso visconte
Morello di poter possedere sua moglie. Lei è la serva di casa cui,
per alterne vicende, tocca il compito di sostituirsi, ignara, alla
sua padrona. Da qui si dipana l’intrigata trama farcita di equivoci
e scambi di persona, che ben maneggia il soprannaturale e l’erotico,
fino al suo naturale scioglimento dove si ripristinano ruoli e identità. Una commedia in stile, scritta con stile, per uno spettacolo piacevole e allegro. |
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| Commedie e Classici |
giovedì 20, venerdì 21, sabato 22 dicembre 2007 |
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Iaia
Forte
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Teatro
di Roma / Compagnia Lombardi-Tiezzi I
GIGANTI DELLA MONTAGNA di Luigi Pirandello con
Sandro
Lombardi, Iaia Forte, Marion D’Amburgo, Massimo Verdastro, Silvio
Castiglioni regia Federico Tiezzi
Ultimo
e incompiuto dramma di Pirandello, I giganti della montagna è un
testo che “chiede” dove sia la “verità” partendo dal ruolo
dell’arte e del teatro. Un testo dove misteriosi elementi
fantastici si intrecciano a caratteri di fiaba ed elementi della
vita si trasfigurano nel ritmo teatrale delle visioni. In scena una
banda di teneri sognatori con la quale un’attrice tenta di imporre
ad un pubblico di rustici muratori la pièce di un autore morto di
cui coltiva la memoria e l’amore. Tutto ruota intorno
all’interrogativo: cos’è e qual è il ruolo dell’arte in una
società che ha dimenticato la classicità, l’antichità, la polis
e soprattutto l’arte della comunicazione teatrale. Lo
spettacolo arriva a Fano un mese dopo il debutto in prima nazionale
al Teatro Argentina di Roma. Federico Tiezzi e Sandro Lombardi sono
in Compagnia dal 1972. Insieme hanno prodotto spettacoli memorabili
di altissimo livello riconosciuti e apprezzati dal pubblico e dalla
critica – basta solo citare i numerosi Premi Ubu vinti più volte
(gli ultimi due nel 2007 per Gli
uccelli di
Aristofane) per il migliore spettacolo e la migliore regia e (ben
quattro) per il migliore protagonista maschile a Sandro Lombardi -. |
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| Commedie e Classici |
martedì 12, mercoledì 13, giovedì 14 febbraio 2008 |
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Laura
Marinoni
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Teatro
Stabile dell’Umbria / Teatro Stabile di Torino Laura
Marinoni in LE
LACRIME AMARE DI PETRA VON KANT di
Rainer
Werner Fassbinder
Una
regia imperante, una prima donna assoluta e cinque magnifiche
comprimarie. Antonio Latella, regista di punta della nuova scena, si
misura con il dramma più noto di Reiner Werner Fassbinder,
prolifico enfant
terrible della letteratura e cinematografia tedesca contemporanea
che scrisse questo lavoro nel 1971 a venticinque anni e lo portò
sugli schermi interpretato dalla musa del cinema tedesco Hanna
Schygulla. L’autore mette al centro l’universo femminile ma il
nucleo d’indagine rimane, tematica a lui cara, la difficoltà dei
rapporti. Petra
von Kant è una donna, una virago, inaridita da un’esistenza di
ghiaccio. Ha trentacinque anni, è una stilista di successo,
un’anima triste, disillusa e sola con due matrimoni falliti alle
spalle. Chiusa nel suo guscio borghese e vuoto è a capo di un
gineceo formato da una figlia, una madre, la segretaria “muta” e
devota, un’amica dell’alta società. In questo già precario
equilibrio tutto al femminile irrompe Karin, una ragazza senza
scrupoli dall’avvenente bellezza che diventerà oggetto dei sensi
e dei sentimenti di Petra. L’amore che ne nasce è fin da subito
malato, corrosivo e inevitabilmente autodistruttivo. Grande l’interpretazione della bravissima Laura Marinoni che regala una prova attoriale magnifica e conduce via via la platea nella dolente evoluzione del suo personaggio, incarnando alla fine la sfinita infelicità di Petra risucchiata dal vuoto sentimentale. |
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| Commedie e Classici |
lunedì 17, martedì 18, mercoledì 19 marzo 2008 |
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Noctivagus/Teatro
Stabile del Friuli Venezia Giulia I
DUE GEMELLI VENEZIANI di
Carlo
Goldoni
Per
il terzo centenario della nascita di Carlo Goldoni il Teatro Stabile
del Friuli, il regista Antonio Calenda e lo splendido e amatissimo
attore Massimo Dapporto mettono in scena I
due gemelli veneziani.
Tra le novità più attese della prossima stagione, lo spettacolo si
presenta a Fano come un successo annunciato e garantito proprio
dalla levatura degli elementi in gioco: testo, direzione e
interpretazione affidati a tre colossi del teatro italiano. La
storia scritta da Goldoni è nota e narra delle vicende d’amor
litigarello che nascono e si sviluppano a causa della contemporanea
presenza in Verona dei due gemelli Bisognosi: Zanetto, bergamasco e
sciocco, e Tonino, veneziano e savio. Il tema del doppio è
tradizionalmente causa di ripetuti qui pro quo ma la storia gestita
da Goldoni prende una piega insolita sul finale trasformando il
testo da commedia spensierata a dramma ottocentesco con un
“finto” happy
end che
lascia l’amaro in bocca. Antonio Calenda, tra i registi più attenti e dotati nell’attuale panorama della scena italiana, affida all’interpretazione sicura, esperta ed efficace di Massimo Dapporto il duplice e opposto ruolo di Tonino e di Zanetto. |
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| Commedie e Classici |
venerdì 11, sabato 12, domenica 13 aprile 2008 |
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Planet Musical SMETTI DI PIANGERE, PENELOPE! di Juliette Arnaud, Corinne Puget, Christine Anglio tradotto,
adattato e diretto da Massimo Romeo Piparo con
Ambra Angiolini, Valentina Cervi, Vanessa Incontrada Un
altro nuovo spettacolo che debutterà nella prossima stagione chiude
il cartellone di Commedie e Classici. Smetti di piangere,
Penelope! è una commedia a metà tra Desperate housewives e Sex and the City
affidata a tre giovani interpreti,
volti conosciuti del piccolo schermo, che hanno riscosso grande
successo in recenti produzioni cinematografiche e teatrali. Vanessa
Incontrada – entrata nel cinema dalla porta principale con Il cuore altrove di Pupi Avati e protagonista
di successo la scorsa stagione teatrale nel musical Alta società – è la Penelope del titolo, ragazza
ingenua tormentata dal pensiero di essere la responsabile della
morte del suo ex. Ambra Angiolini - recentemente premiata col David
di Donatello per la sua interpretazione in Saturno Contro di Ferzan Ozpeteck e col Nastro d’Argento
a Taormina come Attrice dell’anno – è Chloé, intellettuale con mille
interrogativi non risolti sull’amore. Valentina Cervi – figlia e
nipote d’arte, il nonno era il grande Gino Cervi, una delle giovani,
apprezzate attrici del nostro cinema – è Léonie una stacanovista
che si ostina a cercare la sicurezza emotiva nella stabilità economica.
Tre trentenni, tre amiche che si ritrovano dopo qualche anno di
separazione, raccontano, tra comicità e commozione, come erano e
come sono diventate. Lo spettacolo è stato un grande successo della scena francese con nove anni ininterrotti di repliche nella prima edizione ed oltre mille repliche nella seconda. Tradotto, adattato e diretto da Massimo Romeo Piparo arriva ora in Italia arricchito da musiche originali e canzoni storiche della musica leggera italiana.
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TeatrOltre |
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| TEATROLTRE |
mercoledì 2 aprile 2008 |
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Motus, La Biennale Danza di Venezia X (ics) Racconti
crudeli della giovinezza ideazione
e regia Enrico Casagrande e Daniela Nicolò con Silvia Calderoni, Nicoletta Fabbri,
Dany Greggio, Alexandre Rossi, Sergio Policicchio, in video Adriano
e Lucio Donati, Enrico Casagrande,
Davide Casadei, Davide Sacco, i gruppi musicali The Hype, Foulse Jockers, Les Bondage Torna
al Teatro della Fortuna dopo una fortunata tournée europea l’ultima
creazione del gruppo teatrale riminese - tra i più quotati e apprezzati
della nuova scena a livello europeo - commissionata e prodotta dalla
Biennale di Venezia Sezione Danza, dove ha debuttato lo scorso luglio.
Lo spettacolo è stato costruito in parte proprio al Teatro della
Fortuna dove è rimasto in residenza per più di un mese e dal quale
è partito alla volta dei lidi veneziani per il debutto. Un
lavoro che esplora i territori della graphic art
per connettere le immagini video alle azioni reali che accadono
sulla scena. Ispirata nel sottotitolo alla filmografia dell’esordiente
Nagisa Oshima, ribelle regista giapponese negli anni ’60, la performance,
trasversale e multimediale, fonde narrazione, montaggio, successione
delle voci e dei dialoghi, scandendo un ritmo che la avvicina, per
intensità, alla danza, facendo di ogni cosa movimento. X: lettera negata o ultima lettera dell’alfabeto latino. X per annullare, sottendere un vuoto oppure svelare, proibire e sospendere. Ma quali sono le nuove “generazioni X”, alle quali allude il titolo? Che miti inseguono, e che segreti nascondono? Motus cerca risposte a questi quesiti tra centri commerciali, periferie e quartieri residenziali, che diventano sfondo d’azione e punto d’incontro di quegli adolescenti tanto citati dalle più recenti cronache. |
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| TEATROLTRE |
venerdì 18 aprile 2008 |
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Nuovo
Teatro Nuovo in collaborazione con AMAT di
Annibale Ruccello Arturo
Cirillo è “teatrante” di razza, giunto alla regia senza mai abbandonare
l’interpretazione. Diplomato all’Accademia di Arte Drammatica nel
1992, comincia subito a lavorare con registi come Massimo Castri.
Ma è Carlo Cecchi il suo vero maestro dal quale si farà dirigere
in ben otto spettacoli in altrettante stagioni. La prima regia è
del 1999, nel 2003 vince il premio UBU per L’ereditiera e nel 2007 il premio
Hystrio come miglior regista dell’anno per Le
cinque rose di Jennifer, entrambe di Annibale Ruccello. Ruccello,
autore di spicco della Nuova Drammaturgia Napoletana,
scompare appena trentenne 20 anni fa e lascia un’opera omnia
breve ma intensissima. Le cinque rose di Jennifer, insieme al capolavoro
Ferdinando, è considerato tra i suoi lavori
più riusciti. La pièce è ambientata a casa del travestito Jennifer, in un quartiere disperato della periferia di Napoli, dove si aggira un assassino che uccide i travestiti, firmandosi con delle rose rosse sui cadaveri. Da attento regista e raffinato intellettuale qual è, Cirillo affronta il personaggio del transessuale Jennifer, sia registicamente sia interpretativamente, con grande delicatezza e spessore, senza cadere in un facile macchiettismo volgare, donandogli tutta l’umanità dolorosa che lo accompagna al drammatico finale, senza abbandonare totalmente il risvolto umoristico voluto dall’autore e senza nemmeno, però, che questo prenda il sopravvento con facili ammiccamenti. |
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| TEATROLTRE |
venerdì 16 maggio 2008 |
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Scuola
di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti - Urbino / Fondazione
Teatro della Fortuna - Fano testo
Charles-Ferdinand Ramuz progetto
coordinato da Francesco
Calcagnini Il
Teatro della Fortuna rinnova la collaborazione con la Scuola di
Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Urbino per la messa
in scena di questo spettacolo che farà da ponte tra le stagioni
di prosa e musicale. Opera “letta, musicata e danzata in due parti”,
L’histoire fu frutto della
collaborazione, nel 1918, tra il musicista russo, lo scrittore Ramuz,
il pittore René Auberjonois e il direttore Ernest Ansermet che la
diresse e ne curò la difficile concertazione. Teatro sperimentale
e musica moderna sono fusi in quest’opera a un livello qualitativo
eccezionale, facendola stilisticamente ritenere opera “cubista”
come i dipinti di Picasso o Braque. L'histoire du soldat – tratta da una fiaba popolare russa -, è una sorta di Faust in miniatura in cui un soldato cede al diavolo il suo violino in cambio di un libro magico che gli permette di leggere il futuro. Ascoltandola si scopre che in essa si affacciano jazz, tango e cultura popolare russa, dando vita a un'opera dall'irrefrenabile impulso ritmico, spesso molto ironica, a volte invece delicatamente malinconica. |
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Danza |
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| DANZA |
venerdì 30 novembre 2007 |
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La
Spellbound Dance Company
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Spellbound
Dance Company CARMINA
BURANA musiche
C. Orff, A. Vivaldi, V. Caracciolo regia
e coreografie
Mauro Astolfi disegno
luci Marco
Policastro scenografie
Stefano
Mazzola costumi
Sandro
Ferrone - Roma, Halfon - Roma La scelta dei "Carmina Burana", una delle
più importanti sillogi di documenti poetici e musicali del Medioevo
- 315 componimenti di cui è possibile ricostruire l'andamento melodico
solo di 47 canti - nasce dal desiderio della Compagnia di reinterpretare
liriche che sempre hanno conquistato una propria autonoma dignità
teatrale in sede concertistica per vitalità e ritmo dirompente.
Nella raccolta, accanto a versi che esaltano il vino e l'amore,
altri cantano la natura, altri condannano la dissolutezza del clero
del tempo o incoraggiano le fanciulle a godere del piacere dei sensi;
alcuni versi richiamano all'amore ingenuo e popolaresco, o lodano
la taverna. Non mancano infine "canti crociati" con violenti
attacchi alla corruzione di allora e alla avidità di denaro: temi
che esprimono grande vivacità di sentimenti ma che sottendono anche
un'inquietudine spirituale e una forma di pessimismo. In questo
contesto s'inserisce la danza nel tentativo di fondere la sua forza
narrativa con quella della musica mirando a riunire e completare
lo spirito originario dei Canti. Dieci
i danzatori (Alessandra Chirulli, Fabrizio Clemente, Maria Cossu,
Gianmaria Giuliattini, Nicholas Poggiali, Marianna Ombrosi, Silvia
Rizzo, Sofia Barbiero, Francesco Gammino, Eva Grieco) impegnati
a tracciare il faticoso percorso contemporaneo tra i sentieri dei
Carmina, viaggio ballato ideato da Mauro Astolfi, cammino poetico
tra le musiche di Orff, Caracciolo e Vivaldi, disegno luminoso con
le luci di Marco Policastro, linguaggio scenografico a cura di Stefano
Mazzola per i costumi di Ferrone e Halfon. La Spellbound Dance Company, che inizia la sua attività nel 1994 sotto la direzione di Astolfi, ha mantenuto costante fin dagli esordi una forte spinta alla ricerca coreografica e alla commistione di generi per far sì che ogni spettacolo fosse un contenitore di emozioni, immagini, suoni e gesti in costante evoluzione. La scelta è di non restringere la definizione entro uno specifico stile ma dare spazio alla sperimentazione e alla rielaborazione di tutte le possibili gestualità del balletto per rinforzare l'originale valore comunicativo della danza, la sua valenza artistica come linguaggio muto fatto di movimenti, frammenti di immagini solo suggerite dalle linee dei corpi per lasciare spazio alla fantasia e trasposizione creativa della sensibilità di chi guarda ma anche di chi ama e studia la danza. Attraverso una rete di seminari in diversi Centri di Formazione, la Compagnia pone l'innovazione stilistica, che è la base del lavoro creato dal suo Direttore, al centro di un laboratorio di idee posto al servizio di un gruppo di allievi. L'intensa attività coreografica e didattica di Mauro Astolfi ha così avvicinato moltissimi danzatori di tutto il mondo ad un metodo e uno stile che in sé riassumono venti anni di studi, ricerche e confronti internazionali, e che ora possono farsi "scuola" per tutti coloro che in esso si ritrovano. |
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| DANZA |
venerdì 22 febbraio 2008 |
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La Compagnia Virgilio Sieni
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Compagnia
Virgilio Sieni SONATE BACH Di fronte al dolore degli altri ideazione,
coreografia e luci Virgilio Sieni danzatori
Simona Bertozzi, Ramona Caia, Massimiliano Barachini, Pierangelo
Preziosa costumi
Giulia Pecorari musiche J. S. Bach “Sonaten für Viola da Gamba und Klavier”
eseguita dal
vivo da Diego Maccagnola (pianoforte), Johanna Rose
(viola da gamba) Dalle
macerie della guerra alla bellezza del corpo e della danza. Sonate
Bach, l’ultima creazione
di Virgilio Sieni per la sua compagnia fiorentina prende le mosse
dal dolore dei corpi straziati dalle guerre. Undici coreografie
che deflagrano nel gesto del dolore e della pittura - costruite
sugli undici movimenti che compongono le tre Sonaten für Viola da Gamba und Klavier
di J. S. Bach eseguite dal vivo – sublimano in corpi
danzanti feroci recenti conflitti (Sarajevo, Kigali in Rwanda, Srebrenica,
Tel Aviv, Jenin, Baghdad, Istanbul, Beslan, Gaza, Andijan, Kabul),
cercando di recuperare nel tramite del corpo, ‘neutrale e democratico’,
una bellezza impossibile e paradossale. La sola risposta che si
offre è quella rivolta allo sguardo del pittore del ‘300: la sublimazione
della tragedia nella trasfigurazione artistica senza commento, che
coinvolge insieme l’umano e il sacro, il singolare e l’universale. L'arte coreografica di Virgilio Sieni, le sue opere, gli spettacoli e gli allestimenti sono riconosciuti come una tra le più significative ricerche teatrali maturate in questi ultimi decenni. La qualità del suo lavoro risiede soprattutto nel fatto di aver affrontato la danza come linguaggio contemporaneo, cioè come forma d'avanguardia, proiettando tale arte nell'universo dell'espressione visiva contemporanea. Nel lavoro di Sieni è evidente come il movimento, il corpo si muovano alla ricerca di una lingua fatta di mille parole e frasi, di grammatiche, di segni, di immagini: una forma in crescita continua composta di figure e congiunzioni mai concluse e terminate in un repertorio. |
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| DANZA |
venerdì 7 marzo 2008 |
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Ente
Nazionale del Balletto / Balletto
di Roma in
collaborazione con Civitanova
Danza e AMAT Bolero coreografie Fabrizio Monteverde, musica Maurice Ravel Turnpike
“Ovvero
tutti i percorsi possibili” Una
serata di danza dedicata agli “autori”, quelli musicali, da Ravel
a Bach a Vivaldi, ma anche agli autori della danza italiana di alto
livello artistico come Fabrizio Monteverde e Mauro Bigonzetti. Bolero
è l’ultima creazione del coreografo romano che ha debuttato in prima
assoluta lo scorso luglio al Festival Internazionale Civitanova
Danza. L’estro creativo di Fabrizio Monteverde si confronta con
l’amatissimo brano di Ravel in uno spettacolo che vede esibirsi
i ballerini del Balletto di Roma. La compagnia, una tra le più importanti
realtà della danza in Italia, mette in scena una gara di ballo dal
crudele meccanismo che fa leva sulla resistenza, sulla volontà di
lottare e sul sacrificio spinti fino alla bestiale cecità. Una ad
una le coppie soccombono all’eliminatoria, in un disfacimento psicologico
e fisico. Mentre i corpi sembrano smontarsi simili a tristi marionette,
la tensione interiore si fa sempre più intollerabile e ci si avvia
allegramente al massacro. Bolero, con le sue sontuosità orientaleggianti, risuona
orribilmente stridente: metafora dell’atrocità dell’esistenza e
del suo squallore. In scena i danzatori del Balletto di Roma, compagnia di grande stile ed energia, tra le più importanti realtà della danza del nostro paese, frutto dell’incontro tra lo storico Balletto di Roma e il Balletto di Toscana. |
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| Scarica il programma completo della Stagione |
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