musei d'arte

 

MUSEO ARCHEOLOGICO E PINACOTECA
DEL PALAZZO MALATESTIANO DI FANO



     
      
      
  SEZIONE ARCHEOLOGICA  
        
 
  
  

È' sistemata in alcune sale e nel portico adiacente, al piano terra del Palazzo Malatestiano. La sua peculiarità è quella di contenere ed esporre quasi esclusivamente reperti di provenienza locale. Testimonia lo svolgersi dell’attività umana nel territorio che si estende intorno alla città di Fano da Fosso Sejore a nord sino al fiume Cesano a sud, per tutto l’arco temporale che dalla preistoria giunge all’età romana. 

 
       
 

   
 Sala della preistoria e della protostoria
   

In questa sala la Preistoria e la Protostoria sono ben rappresentate nelle manifestazioni più antiche: manufatti in pietra del Paleolitico inferiore, sino alle fasi più recenti testimoniate da materiali che vanno dal Neolitico all’età del Bronzo e del Ferro. Ricordiamo i reperti provenienti da un insediamento a nord, presso la foce del torrente Arzilla e da un altro a sud in località Chiaruccia. Sono esposti, inoltre, frammenti in ceramica di ciotole e strumenti in osso e in bronzo. Nelle vetrine è esposto un corredo tombale dell’età del Ferro (civiltà Picena) proveniente da Monte Giove con un bellissimo cratere attico ricostruito, oltre ad una spada in bronzo da Fosso Sejore,  fibule, pendagli, ciotole ecc.. Segnaliamo infine, il bronzetto di offerente, databile alla fine del VI sec. a.C..

 
Targhetta di pendaglio pettorale in bronzo. Età del ferro (VII sec.a.C.)

 

 

   
Spada in bronzo da una tomba presso 
Osteria del Fosso Sejore (VIII-VII sec. a:C.)
 Sala  degli arredi

  Qui sono raccolti oggetti d’ uso domestico di epoca romana come recipienti in vetro, vasellame da mensa in terracotta, ecc.. Si tratta di reperti provenienti da vecchi scavi di cui non si ha notizia dei luoghi di ritrovamento. Una vetrina è interamente dedicata alla esposizione di lucerne in terracotta, databili dal I sec. a.C. al IV sec. d.C., alcune delle quali recano il sigillo del fabbricante e tre in particolare recano al rovescio la raffigurazione di un tempio che qualche studioso ha identificato col tempio di Fortuna. Sono poi esposte alcune urne cinerarie, tegole funerarie e il famoso cippo «graccano», rinvenuto nel 1735 in località Beverano di S. Cesareo, nei pressi di Monte Giove.

Bottiglia proveniente da una
 tomba in via Papiria (I sec. d.C.)
 Sala delle iscrizioni e della statuaria romana

Si apre al visitatore con la monumentale statua dell'Imperatore Claudio ritrovata, come il piccolo Britannico e i ritratti di Domiziano e Vespasiano, nello scavo di Piazza Amiani; proviene invece dall'antico acquedotto un torso di statua virile in nudità eroica che si considera una rielaborazione di II secolo di un originale greco. Spicca tra i ritratti femminili quello di una giovane donna dall'elaborata acconciatura attribuito ad Ottavia, la sorella di Augusto. Completano la rassegna l'erma bifronte di giovane satiro e vecchio sileno, di provenienza sconosciuta, la testina di Dioniso Imberbe e l'erma di Dioniso Barbato. La raccolta epigrafica, che ricorda personaggi, collegi sacerdotali, magistrature e corporazioni dell'antica Colonia Julia Fanestris, comprende prevalentemente lapidi funerarie mentre tra le iscrizioni relative ad opere di pubblica utilità, una si riferisce alle terme restaurate ed ampliate a proprie spese da T. Varius. Rufinus, un cavaliere e magistrato municipale.

 
Ritratto in marmo attribuito 
ad Ottavia, sorella di Augusto
 (40-30 a.C.)
   

  

 

Lapide
  
  
 Sala della fortuna

La sala prende il nome dalla statua della dea Fortuna (I-II sec. d.C.), ritrovata insieme ad altre cinque statue ed un altare tra il 1946 e il 1948 nell'area del Palazzo Vescovile. Fra le altre sculture si segnalano la statua di Diana cacciatrice (138-192 d.C.), la testa di Ercole con pelle leonina (138-192 d.C.), e il rilievo mitraico (III sec. d.C.). In una vetrina, inoltre, sono conservati bronzetti di diversa fattura, tra cui una pantera maculata, oltre ad oggetti di uso domestico.

Dea Fortuna, Marmo lunense, 
(I-II sec. d.C.)
  
  
 Saletta dei cippi e delle anfore

In questo ambiente sono stati collocati quattro cippi miliari provenienti dalla via Flaminia (IV sec. d.C.) e anfore in terracotta di diversa provenienza. Due di esse ancora mostrano sulla superficie le incrostazioni dovute al loro rinvenimento in mare. Nelle due vetrine sono esposti vasi in ceramica comune, frammenti di statue in bronzo e tappi di anfore.

  

 

 

 

Cippi militari della via Flaminia (IV sec. d. C.)
Cippo Graccano 

  

   
   
 Sala del Nettuno

  

Sono esposti frammenti di trabeazioni e cornici marmoree, rocchi di colonna, resti pavimentali in terracotta, un mosaico a tessere bianche e nere raffigurante Nettuno col tridente e la quadriga di cavalli marini e un grande capitello corinzio in marmo proveniente dagli scavi del teatro romano.

    

Capitello corinzio, Marmo.
(Circa 70-90 d. C.)
Nettuno,  Mosaico proveniente 
dagli scavi al Teatro Romano
     
  
  
 
 Sotto portico

Dal 1953 vi è ospitato il famoso mosaico della pantera (metà II sec. d.C.), rinvenuto in via Montevecchio durante lavori di sterro per la costruzione di un edificio.
Segnaliamo inoltre un grande dolio in terracotta, tre sarcofagi paleocristiani (V-VI sec. d.C.).

 

 
Mosaico della pantera, da una abitazione privata situata nei pressi dell'Arco d'Augusto (II sec. d.C.)
  
  
 
         
   
        
        
       
 

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